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Schiena

Trazioni alla sbarra

  • Corpo libero
  • Livello avanzato

Questo è un esercizio per la schiena di livello avanzato: si esegue con il corpo libero e lavora soprattutto su gran dorsale. Ti spiego subito come si fa. Impugna la sbarra con presa prona poco più larga delle spalle. Parti da braccia distese con le scapole attive, non completamente rilassate. Qui sotto trovi tutti i passaggi in ordine, i punti su cui ti chiedo di concentrarti, gli errori che correggo più spesso in palestra e la respirazione giusta.

Trazioni alla sbarra: esecuzione corretta dell'esercizio per gran dorsale
Trazioni alla sbarra: esecuzione corretta dell'esercizio per gran dorsale

Scheda tecnica

Categoria
Schiena
Attrezzo
Corpo libero
Livello
avanzato
Muscoli primari
Gran dorsale
Muscoli secondari
Bicipite, Romboidi, Trapezio inferiore

Esecuzione passo passo

  1. 01Impugna la sbarra con presa prona poco più larga delle spalle.
  2. 02Parti da braccia distese con le scapole attive, non completamente rilassate.
  3. 03Inizia il movimento deprimendo le scapole, poi tira i gomiti verso il basso e leggermente indietro portando il petto verso la sbarra.
  4. 04Supera la sbarra con il mento, contrai un secondo e scendi in 2-3 secondi fino alla distensione controllata.

Punti chiave

  • Prima le scapole, poi le braccia
  • Petto in fuori durante la salita
  • Niente oscillazioni del bacino

Errori da evitare

  • Partire da scapole completamente rilassate
  • Usare lo slancio delle gambe (kipping non voluto)
  • Range parziale

Respirazione

Espira tirando, inspira scendendo

Muscoli coinvolti

Il lavoro principale ricade su gran dorsale. In appoggio lavorano anche bicipite, romboidi e trapezio inferiore: non sono il bersaglio, ma se cedono prima loro la serie finisce lì, ed è uno dei motivi per cui ti chiedo di curare l'ordine degli esercizi dentro la seduta.

Domande frequenti

Quello che mi chiedono su questo esercizio.

Trazioni alla sbarra: quante serie e quante ripetizioni?+

Qui lavoro quasi sempre su 3-5 serie da 4-8 ripetizioni quando l'obiettivo è la forza, e su 3-4 serie da 6-10 ripetizioni quando l'obiettivo è la massa muscolare, con 2-3 minuti pieni di recupero fra una serie e l'altra. È un movimento multiarticolare e impegnativo, quindi lo metto all'inizio della seduta, quando sei fresco. Una regola che ripeto a tutti: la serie finisce quando la tecnica inizia a sporcarsi, non quando il conto delle ripetizioni arriva a zero.

Trazioni alla sbarra: con quale carico inizio?+

Molto più leggero di quanto pensi. Le prime due o tre sedute servono a costruire il movimento, non a cercare il massimale: parto spesso dal bilanciere scarico o da un carico che ti permette di fare tutte le ripetizioni con lo stesso ritmo. Il criterio è questo: scegli un peso che alla fine della serie ti lascia due ripetizioni di margine, tienilo finché tutte le serie vengono uguali, poi aggiungi l'incremento più piccolo che hai a disposizione. Un chilo alla settimana per un anno vale più di dieci chili messi tutti insieme oggi.

Trazioni alla sbarra: ci sono controindicazioni?+

Non è un esercizio pericoloso in sé, ma mette sotto carico la spalla e il gomito: se hai avuto un infortunio in quella zona, un dolore che torna o una diagnosi recente, parlane con il medico prima di inserirlo e fatti guardare da vicino da chi ti segue in palestra. L'errore che vedo più spesso è questo: partire da scapole completamente rilassate. È anche il modo più rapido per trasformare un esercizio sicuro in un problema. Una cosa te la dico chiara: il fastidio muscolare è normale, il dolore articolare durante il movimento no. Se compare, fermi la serie e si cambia qualcosa, che sia il carico, l'escursione o l'esercizio.

Il limite di imparare da soli

Questa pagina ti porta fino a un certo punto.

Posso scriverti nel dettaglio dove tenere i gomiti e quando espirare, ma non posso vedere la tua spalla che compensa alla quarta ripetizione, né sapere quanto carico regge oggi la tua schiena. La differenza fra un esercizio che ti costruisce e uno che ti logora sta quasi sempre in due centimetri di posizione, e quei due centimetri qualcuno te li deve correggere mentre li stai sbagliando.

Io lo faccio di persona, in palestra, a Como e in provincia. Seguo poche persone per volta e si entra su candidatura: cinque minuti per raccontarmi da dove parti, poi una call per capire insieme se ha senso lavorare assieme.