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Petto

Dip alle parallele (versione petto)

  • Corpo libero
  • Livello avanzato

Questo è un esercizio per il petto di livello avanzato: si esegue con il corpo libero e lavora soprattutto su gran pettorale (fascio basso). Ti spiego subito come si fa. Salirti sulle parallele con le braccia distese e le scapole depresse. Inclina il busto in avanti di circa 30 gradi e incrocia leggermente le caviglie dietro. Qui sotto trovi tutti i passaggi in ordine, i punti su cui ti chiedo di concentrarti, gli errori che correggo più spesso in palestra e la respirazione giusta.

Dip alle parallele (versione petto): esecuzione corretta dell'esercizio per gran pettorale (fascio basso)
Dip alle parallele (versione petto): esecuzione corretta dell'esercizio per gran pettorale (fascio basso)

Scheda tecnica

Categoria
Petto
Attrezzo
Corpo libero
Livello
avanzato
Muscoli primari
Gran pettorale (fascio basso)
Muscoli secondari
Tricipiti, Deltoide anteriore

Esecuzione passo passo

  1. 01Salirti sulle parallele con le braccia distese e le scapole depresse.
  2. 02Inclina il busto in avanti di circa 30 gradi e incrocia leggermente le caviglie dietro.
  3. 03Scendi controllando fino a portare la spalla appena sotto la linea del gomito, mantenendo i gomiti leggermente aperti verso l'esterno.
  4. 04Risali spingendo senza raddrizzare completamente il busto.

Punti chiave

  • Busto inclinato in avanti per enfatizzare il petto
  • Spalle sempre basse, mai incassate verso le orecchie
  • Scendi solo fino a dove hai controllo

Errori da evitare

  • Scendere troppo in basso forzando la spalla
  • Rimanere verticali (lavoro spostato sui tricipiti se non voluto)

Respirazione

Inspira scendendo, espira risalendo

Muscoli coinvolti

Il lavoro principale ricade su gran pettorale (fascio basso). In appoggio lavorano anche tricipiti e deltoide anteriore: non sono il bersaglio, ma se cedono prima loro la serie finisce lì, ed è uno dei motivi per cui ti chiedo di curare l'ordine degli esercizi dentro la seduta.

Domande frequenti

Quello che mi chiedono su questo esercizio.

Dip alle parallele (versione petto): quante serie e quante ripetizioni?+

Qui lavoro quasi sempre su 3-5 serie da 4-8 ripetizioni quando l'obiettivo è la forza, e su 3-4 serie da 6-10 ripetizioni quando l'obiettivo è la massa muscolare, con 2-3 minuti pieni di recupero fra una serie e l'altra. È un movimento multiarticolare e impegnativo, quindi lo metto all'inizio della seduta, quando sei fresco. Una regola che ripeto a tutti: la serie finisce quando la tecnica inizia a sporcarsi, non quando il conto delle ripetizioni arriva a zero.

Dip alle parallele (versione petto): con quale carico inizio?+

Molto più leggero di quanto pensi. Le prime due o tre sedute servono a costruire il movimento, non a cercare il massimale: parto spesso dal bilanciere scarico o da un carico che ti permette di fare tutte le ripetizioni con lo stesso ritmo. Il criterio è questo: scegli un peso che alla fine della serie ti lascia due ripetizioni di margine, tienilo finché tutte le serie vengono uguali, poi aggiungi l'incremento più piccolo che hai a disposizione. Un chilo alla settimana per un anno vale più di dieci chili messi tutti insieme oggi.

Dip alle parallele (versione petto): ci sono controindicazioni?+

Non è un esercizio pericoloso in sé, ma mette sotto carico la spalla e lo sterno: se hai avuto un infortunio in quella zona, un dolore che torna o una diagnosi recente, parlane con il medico prima di inserirlo e fatti guardare da vicino da chi ti segue in palestra. L'errore che vedo più spesso è questo: scendere troppo in basso forzando la spalla. È anche il modo più rapido per trasformare un esercizio sicuro in un problema. Una cosa te la dico chiara: il fastidio muscolare è normale, il dolore articolare durante il movimento no. Se compare, fermi la serie e si cambia qualcosa, che sia il carico, l'escursione o l'esercizio.

Il limite di imparare da soli

Questa pagina ti porta fino a un certo punto.

Posso scriverti nel dettaglio dove tenere i gomiti e quando espirare, ma non posso vedere la tua spalla che compensa alla quarta ripetizione, né sapere quanto carico regge oggi la tua schiena. La differenza fra un esercizio che ti costruisce e uno che ti logora sta quasi sempre in due centimetri di posizione, e quei due centimetri qualcuno te li deve correggere mentre li stai sbagliando.

Io lo faccio di persona, in palestra, a Como e in provincia. Seguo poche persone per volta e si entra su candidatura: cinque minuti per raccontarmi da dove parti, poi una call per capire insieme se ha senso lavorare assieme.